Pasta e magia

Pasta e magia

La pasta è simbolo dell’Italia che durante e dopo la seconda guerra mondiale lotta contro la fame e la miseria. E a Bologna, città di gustosi anacronismi, la pasta Dalfiume può ridurre la distanza fra la città di oggi e la città che non c’è più.

In questa sezione abbiamo raccolto alcune citazioni, aneddoti, aforismi, proverbi e poesie illuminanti e divertenti sulla pasta. Speriamo possano farvi sorridere come hanno fatto sorridere noi.

Pasta e magia

La vita è una combinazione di pasta e magia
Federico Fellini

Macaroni … m’hai provocato e io te distruggo. Macaroni io me te magno
Alberto Sordi

Una donna che sa fare la pasta a regola d’arte ha un prestigio che resiste al richiamo dei tempi
Sofia Loren

Dopo un buon piatto di pasta, si possono perdonare tutti, persino i propri parenti
Oscar Wilde

Pasta e magia
A chi fa la pasta a volte non gliene tocca

Chi amministra, amminestra

Pasta salata, sfoglina innamorata

Sempre la stessa pasta manda il marito in trattoria
Pasta e magia
Gioacchino Rossini era talmente ghiotto della pasta di Gragnano, che una volta dinanzi a una mancata consegna, si firmò
Gioacchino Rossini, senza maccheroni
Pasta e magia
Ode del tortellino di Giovanni Crisostomo
Quale cibo sopraffino
è il felsineo tortellino:
dentro al brodo di cappone
te lo mangi in un boccone,
se poi metti panna o ragù,
te lo gusti ancora di più.
Con le uova e la farina
già la sfoglia vien divina,
ben tirata al mattarello,
il segreto è proprio quello.
Il ripieno è proprio ricco:
varie carni insiem ci ficco
e di Parma il buon prosciutto
il formaggio soprattutto,
parmigiano grattugiato,
tutto bene amalgamato
con un uovo, pepe, sale,
la moscata nel finale.
Sul ditino attorcigliato,
bello, tronfio, ben formato.
Assomiglia all’ombelico
delle donne… e più non dico.
Poi, se vuoi finire bene
questo pasto, ti conviene
sorseggiare con lentezza
quel buon vin che dà l’ebrezza,
spumeggiante e vigoroso,
che è il Lambrusco… e buon riposo!
Pasta e magia
Quando Totò salta e balla sul tavolo per la felicità di poter finalmente mangiare, mangia con le mani e si mette gli spaghetti in tasca. La pasta diventa un luogo dello spirito, simbolo di un’Italia che cerca di riprendersi dopo le tragedie della guerra. Totò era solito dire, nei tempi più bui della sua esistenza, che nel suo caffellatte non poteva mettere né il caffè né il latte. Quei tempi per fortuna ora sono alle spalle, e siamo passati, per molti ma non per tutti, dalla necessità all’arte di mangiare e di fare la pasta fresca a regola d’arte.
Pasta e magia
Comunque poi tutto si frammenta e si polverizza, secondo le valutazioni della Scuola medica salernitana: “defecatio mattutina bona tamquam medicina, defecatio meridiana neque bona neque sana”: confidiamo almeno nella prima… !